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Non tutto il dolore.. vien per nuocere! E se la nostre sofferenza fosse anche un'opportunità?

La vita riserva spesso eventi e circostanze che non possiamo gestire direttamente.

La perdita di una persona cara, il mancato raggiungimento di un traguardo importante, una relazione sentimentale difficile o un contesto lavorativo stressante.

Ognuna di queste circostanze ha il potere di suscitare dolore e sofferenza nelle nostre vite, ogni persona vive questo dolore in modo personale ma non potrà mai sottrarsi a quel dolore a proprio piacimento.

Le nostre menti non amano "provare dolore". Al pari di ogni altra intensa emozione, percepiamo il dolore come qualcosa da cui fuggire, da combattere, modificare, ridurre.

La natura, in tal senso, ci ha concesso una possibilità, l'evitamento. A volte è utile ed altre volte (la maggior parte delle volte) non lo è.

Lo facciamo di continuo: evitiamo di affrontare certi discorsi, evitiamo di incontrare certe persone o di frequentare certi luoghi, con il solo proposito di non soffrire.

A differenza degli animali più semplici, nelle cui vite ciò che conta più di ogni altra cosa è la sopravvivenza, nelle nostre vite questa strategia ha un impatto meno favorevole: evitando ognuna delle circostanze in cui immaginiamo possa esserci dolore e sofferenza, rinunciamo nello stesso momento ad altrettante aree di valore, ad aspetti che contribuirebbero, con la loro presenza, a rendere le nostre vite ricche e significative.

Ogni volta che qualcosa procura dolore e sofferenza, nello stesso momento ci sta offrendo l'opportunità di comprendere qualcosa di importante della nostra vita.

Proviamo ad immaginare, per esempio, la circostanza in cui è capitato di litigare con un amico a cui teniamo particolarmente. E' molto probabile che dopo qualche ora la nostra mente possa essere affollata di pensieri e sensazioni spiacevoli rispetto a questo evento, e l'ultima cosa che vorremmo fare è quella di andare a chiarire, magari chiedendo scusa, provando una profonda frustrazione.

Questa circostanza produrrebbe indubbiamente dolore, e non vorremmo provarlo, magari evitando le circostanze in cui poterlo incontrare e chiarire con lui l'accaduto.

Se alla lunga mantenessimo questo atteggiamento cosa è probabile che accadrebbe?

- Il nostro amico continuerebbe a far parte della nostra vita?

- Se lui smettesse di far parte della nostra vita, questa si arricchirebbe o impoverirebbe?

- Se continuassimo ad agire in modo inflessibile, evitando di stare male di fronte alle circostanze più stressanti, questo ci aiuterebbe nelle nostre relazioni?

Ognuna delle strategie di evitamento che abbiamo appena elencato riuscirebbe forse a non farci provare un dolore troppo intenso, ma impedirebbe alle nostre vite di arricchirsi e divenire un bel luogo dove vivere.

Ogni evento, ogni circostanza, soprattutto quelle che suscitano una maggiore quantità di dolore e sofferenza, accanto al dolore, hanno sempre l'opportunità di insegnarci qualcosa di utile per la nostra vita, ci offrono l'opportunità di dare valore ad un aspetto importante.

Recuperare il rapporto con il nostro amico non sarà di certo semplice, produrrebbe insofferenze e disagio.. ma questo stesso disagio, forse, varrebbe la pena provarlo se fosse il prezzo da pagare per vivere una vita all'altezza delle nostre aspettative.

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